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CHI SIAMO

L’amiCizia sotto i guanti

Due amici, io, Nito Ferri e Michele.

Passione per le escursioni in bicicletta sugli sterrati, e tanta voglia di avventura negli spazi verdi e boschivi.

Un giorno decidemmo di percorrere i nostri primi 45 km sui pedali: partimmo da Modugno, piccolo paesino alle porte del capoluogo di Bari e imboccamo una strada semi dritta e poco trafficata che, di lì a poco ci avrebbe messo in dirittura della città di Cassano Murge, dove esiste una bellissima foresta di nome Mercadante.

Lungo tutto il viaggio avemmo modo di discutere di tanti argomenti: dalla forma delle galassie al perché con 7 note si può creare una infinità di melodie.

Insomma il mio amico Michele è uno con la testa “quantica” e di larga veduta sulle questioni del mondo.

Ingegnere gestionale di indole calma e riflessiva si è sempre distinto dai suoi amici per la sana abitudine – a attitudine – a frequentare le zone naturali e rurali anziché i club e le discoteche.

Questa caratteristica è stata assorbita nel corso degli anni dalla mia personalità fragile e super-creativa che ha sùbito colto al balzo la sana via da seguire.

Per quanto riguarda me sono un ragazzo come tanti: suono le tastiere e scrivo brani dedicati alla Luna, mi avventuro nelle case disabitate per vedere se esistono i fantasmi, adoro la pace nel mondo e non disdegno le belle ragazze.

La passione per le moto nacque da un capriccio dei 16 anni per l’innamoramento della allora famosissima Aprilia Tuareg Rally 125 (comparsa in grande stile e con cilindrata maggiorata, dopo anni di assenza, al Salone di Eicma 2021).

Mi piaceva troppo la sella snella, l’altezza da terra, i colori “anologici e sinceri”.

Era una moto pura, nuda e cruda, come si suol dire dalle mie – e forse anche dalle tue – parti.

Quel cruscotto col mini-tachimentro e il mini-mini contagiri non mi faceva dormire la notte.

Morale della favola: non ho comprato la mia Aprilia Tuareg Rally.

Nella pagina Home Cicadas Motorcycles hai sicuramente letto del mio amico che scorrazzava per Modugno con l’Aprilia RX 125. Bene, sono rimasto a sognare i tasselli per molti, molti anni.

Questa passione sfrenata è stata in parte condensata e ridimensionata nell’uso estremo della mountain bike.

Una Storia nata tra gli abeti e il suono del vento

Con o senza il mio amico Michele mi sono allenato con i piedi sui pedali con l’intenzione e la sensazione totalizzante di guidare una moto da enduro.

Sentieri, curve, a volte derapate fuori di testa, con tanto di cerotti alle ginocchia e lividi sui deltoidi, erano all’ordine del giorno.

E quando c’era da suonare con la band, in paesi lontani anche 20 o 30 km, mi imbattevo nelle strade notturne con la mia “due ruote” rischiando non poco nelle zone di tangenziale e/o periferiche.

CICADAS MOTORCYCLES È NATA IN UNA FORESTA

L’idea di Cicadas è nata però proprio nella escursione delle foresta di Mercadante.

Stanchi e con le gambe a pezzi appoggiammo le nostre schiene su un grosso albero dagli aguzzi aghiformi.

Di lì, io e Michele, parlammo come al nostro solito ponendoci domande sulla guida in fuoristrada.

Nei mesi di agosto degli anni a cavallo tra il 1995 e il 2000, nella foresta Mercadante nei pressi di Cassano Murge in Puglia, diversi amici si davano appuntamento con le loro mountain bike.

Quando, pochi giorni dopo la gita fuori porta,chiesi a mio padre, quale fosse secondo lui la moto migliore da possedere: egli mi rispose che la scelta migliore sarebbe stata sicuramente una moto Off-Road.

“Se in una strada asfaltata si presenta di colpo un ostacolo, un tronco, della ghiaia, alcuni sassi etc… Con una moto da strada rischi la caduta con un’alta percentuale. Una enduro invece può “scegliere” di affRontare magari il bordo carreggiata sdrucciolevole con relativa tranquillità”.

Vitoleonardo

Questa sua affermazione mi fece pensare molto e non fui più in grado di cambiare idea su questo frangente (anche se le moto da strada le adoro quasi quanto le enduro).

I sentieri infiniti, i sassi incastrati nelle gomme delle bici, le catene che si rompevano, il sudore ma soprattutto quel suono echeggiante di cicale che si propagava attraverso i boschi dei “sempreverdi” abeti di collina…

Ecco l’idea.

Amici + libertà di muoversi + contatto con la natura.

Ecco la scintilla. Dalle bici alle moto da Enduro. Ma con un obiettivo più ancestrale.

Essere un tutt’uno con la Terra

Senza limiti ed orizzonti.

Oltre il fresco della brughiera e al di là del tramonto stesso.

Ecco la nascita di un Team con un solo obiettivo

Regalare a chi possiede la nostra stessa “Vision” un insieme di esperienze e prodotti al di là di ogni immaginazione.

Ecco che mette il tassello al terreno: Cicadas Motorcycles

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Un endurista Cicadas Motorcycles si riconosce dalla Luna (e non solo per il fango sparato dalla ruota posteriore)

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